L'EDITORIALE DI GIORGIO GUZZI - DERBY 10/06/2011
Erano anni che se ne parlava e che la gente sperava di porter vedere un vero duello fra il GSO Urago e il CELTC Urago, ma per un motivo o per l’altro il destino delle due squadre non si era mai incorociato ….tutto fino al 16 settembre 2011 ….una giornata storica che rimarrà impressa nella memoria di tutti gli amanti del bel calcio. Sono appena le 20 quando la squadre si ritrovano all’Urago Stadium e già cominciano i primi sfottò, il clima è disteso e le faccie sorridenti ….non sarà così per tutta le serata ….già all’ingresso negli spogliatoi gli animi si scaldano e vi è già la prima disputa su chi dovrà utilizzare lo spogliatoio casalingo. Il tempo delle chiacchiere è finito ….è ora di fare sul serio. Gli amici di un tempo ora sono temibili rivali…. i compagni di bevuta vengono chiamati avversari e le strette di mano si sono sostituite agli abbracci… i sorrisi non sono più sincere manifestazioni di affetto ma maschere che nascondono zanne affilate. All’usicita dagli spogiatoi anche i sorrisi di facciata sono spariti e la concentrazione ha preso il sopravvento … e già con la presentazione delle formazioni si ha la prima sorpresa. L’Airone Rosso, il campione che tutti vogliono, impacciato e imbarazzato annuncia che non parteciperà al derby….. decide di non schierarsi né per una squadra né per l’altra, nemmeno parteciperà come arbitro imparziale! C’è chi se ne felicita e chi se ne rammarica…. noi vorremmo solo ricordare che un tesserato, un serio professionista, un campione di sportività, non dovrebbe abbandonarsi ai facili sentimentalismi né nascondersi dietro una telecamera con una scusa banale. Non sempre il decidere di astenersi… il non voler far torto a nessuno… comporta necessariamente la neutralità. Non sempre equidistanza significa imparzialità e neutralismo …..se si ha un impegno bisogna rispettarlo. Se si crede in certi valori, manifestati a parole e scritti, bisognerebbe poi applicarli nei fatti… abbiamo ancora tutti nel cuore le lettere che arrivano da oltreoceano quando nella scorsa stagione il GSO era in crisi d’identià… lettere che apertamente volevano essere il collante per l’intero gruppo…. che predicavano la coesione della squadra ed esaltavano i valori dell’amicizia… che ricordavano le numerose battaglie calcistiche vissute insieme e che auspicavano la vittoria in quelle avvenire…. forse quegli scritti andrebbero riletti….. riletti anche da chi li aveva scritti!! Tornado al calcio giocato, dopo questo piccolo shock iniziale, c’è da dire che al fischio iniziale nonostante le assenze illustri da ambo le parti entrambe le formazioni non si risparmiano…. il GSO parte subito forte, padrone del campo e del gioco, tanto che per i primi 5 minuti il Celtic non riesce a superare la propria metà campo e riesce a respingere gli attacchi giessini solo grazie al proprio portiere e alla buona sorte. Ma non sempre nel calcio gli sforzi vengono pemiati perché alla prima azione in contropiede il Celtic si porta subito in vantaggio …un tiro ….un gol ….come solo le squadre più ciniche sanno fare …come familici predatori che sanno sfruttare la minima distrazione altrui per stendere la preda ben consci che un’altra occasione potrebbe non essergli concessa. E i tifosi, già in fermento fin dal riscaldamento prepartita, si scatenano al gol di Capitan Bazzardi. I tifosi del Celtic sono numerosi …hanno praticamente invaso tutto lo stadio tanto che i tifosi del GSO non si vedono e non si sentono. Inoltre i Celtic boys non passono inosservati ..sono numerosi e rumosi, e sono inconfondibili: in una mano tengono una bandiera e nell’altra una birra ….con la prima sono pronti a “legnare” gli avversari mentre con la seconda sono pronti a “battezzare” i propri beniamini innaffiandoli con il sacro nettare. Pertanto, dopo il gol del vantaggio, guidati dal Druido Priscus si scatenano in canti e cori di ogni genere tanto da far tremare i muri dello stadio e le gambe degli avversari ….ma non di tutti si fanno impressionare perchè il Poda non è certo uno che si tira indietro quando c’è da lottare ….e subito riporta la gara in parità correndo poi sotto la curva avversaria puntando un capo ultras del Celtic ….e non uno qualunque: il Poda corre dal più grosso, il più cattivo, il più pericoloso …e gli fà capire che entro fine serata dovranno rimanere in silenzio! Ora il derby è un derby a tutti gli effetti ….non è solo calcetto ….è rivalità ….è agonismo puro….è voler girare per la città l’indomani a testa alta e sentirisi orgogliosi di essere dell’una o dell’altra squadra! E sarà derby per tutta la partita, colpo su colpo ….poco importa che il GSO stia dominando nel gioco e nel possesso palla …alla fine, nelle partite importanti, conta buttarla dentro …e il Celtic lo sa! Non importa quanti colpi riceva dall’aversario o quanto questi siano duri, il Celtic non scende mai in campo per essere una vittima sacrificale, il Celtic sa solo combattere e finchè ne ha le energie combatterà. Infatti in pochi minuti torna in vantaggio …il GSO pareggia ….e, poco dopo, quando è il GSO a passare in vantaggio è il Celtic a rifarsi sotto. Colpo su colpo, le emozioni si susseguono a ritmo incalzante fino al 4 a 4 di fine primo tempo. Le squadre si ritirano un attimo per rifiatare …per sistemare qualche meccanismo, per vedere cosa non và e per cercare di trovare nuove soluzioni. La vittoria è vicina per entrambe le squadre ma mancano ancora trenta minuti ….trenta minuti per essere padroni del proprio destino e dei propri avversari. E nel secondo tempo in effetti qualcosa cambia ….il GSO non ci stà …il GSO sa di essere più forte e vuole dimostrarlo una volta per tutte ….pronti via ….un secco parziale di 4 a zero fa volare il GSO sul risultato di 8 a 4! Il GSO ora lascia qualche spazio in più ….il Celtic ha la possibilità di manovrare di più ma lo sbilanciarsi in avanti permette al GSO di meglio finalizzare le azioni …meno gioco e più concretezza. Certo non è finita e il GSO lo sà, non basta qualche gol di vantaggio con tanti minuti ancora da giocare ma il Celtic accusa il colpo, solo super Baruffi sforna prodezze una dietro l’altra e impedisce una goleada ancora più sproporzionata tenendo vive le speranze del Celtic. Ma la diversità di categoria comincia a farsi sentire,l’agonismo iniziale aveva sopperito ma ora la stanchezza comincia a mostrare il divario tecnico. Ma la palla è tonda e gira per tutti, anche per i più forti, i giessini sono in vantaggio sì, ma non hanno più il dominio del possesso palla, le azioni sono più confuse, con il fiato corto della prima partita ufficiale qualche schema salta e Capitan Bazzardi certo non si lascia sfuggire l’occasione per guidare i suoi alla riscossa. Non vuole accettare l’evidenza ….non potrebbe nemmeno se lo volesse, l’orgoglio scozzese con cui sono forgiate le maglie bianco verdi glielo impedirebbe … e i suoi compagni lo seguono …si rifanno sotto …a volte con successo, a volte scontrandosi con i legni della porta avversaria che sono duri come la realtà! I tifosi urlano, gridano, incitano convinti di poter dare supporto ai propri beniamini: ogni gol, ogni parata, ogni palla recuperata viene accompagnata da un boato ….ma il GSO non sente più la loro presenza …il rumore non è più un fastidio anzi ….è d’aiuto per fare meglio ….è uno stimolo a continuare: più loro urlano ora più sarà assordante il loro silenzio a fine partita! Il gong finale pone fine alle ostilità sul 9 a 7 per il GSO ..il primo derby della storia ha un vincitore e uno sconfitto ….il tempo delle sterili chiacchiere è fino e scolpito nella storia rimarrà solo un fatto: il GSO ha vinto! Il GSO è il campione! Nel giorno 16 del nono mese dell’anno domini 2011 il Celtic è stato pesato, è stato misurato ed è stato trovato mancante …il GSO è padrone d’Urago dopo aver soggiogato tutti gli avversari dentro e fuori il campo! …ma le ostilità forse non sono finite …sono solo rimandate al prossimo scontro! CommentsLeave a Reply |
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